Scultura
nello spazio

Acciaio, vetro, pietra e legno bruciato in dialogo permanente con la luce, il peso e la precarietà dell'esistere.

Skulptur
im Raum

Stahl, Glas, Stein und verkohltes Holz im permanenten Dialog mit Licht, Schwere und der Zerbrechlichkeit des Daseins.

Sculpture
in space

Steel, glass, stone and charred wood in permanent dialogue with light, gravity and the precariousness of existence.

Malcesine
Opera Werk Work

Segni d'acciaio nello spazio,
luce, dialogo con la materia

Le sculture di Eduard Habicher possono essere di grandi dimensioni nelle quali lamine di acciaio, alcune delle quali tinte di un rosso fiamma, dialogano con materiali solo apparentemente contrastanti.

Fluttuano con leggerezza nello spazio, naturale o architettonico che esso sia. Dinamicamente si combinano con pietra o marmo, legno combusto, vetro. In aperta sfida con le leggi della fisica le sculture sembrano trasformarsi in segni tracciati nell'aria, quasi fossero tracce di pensiero, o gesti cristallizzati, in grado di trasmettere una forte emozione e nello stesso tempo riportarci, attraverso il connubio di materiali particolari, alla dimensione poetica della natura.

Zeichen aus Stahl im Raum,
Licht, Dialog mit der Materie

Die Skulpturen von Eduard Habicher können großdimensioniert sein, wobei Stahlplatten — einige davon in flammendem Rot gestrichen — mit nur scheinbar gegensätzlichen Materialien in Dialog treten.

Sie schweben mit Leichtigkeit im Raum, sei er natürlich oder architektonisch. Dynamisch verbinden sie sich mit Stein oder Marmor, verkohltem Holz, Glas. In offener Herausforderung der Gesetze der Physik scheinen sich die Skulpturen in Zeichen zu verwandeln, die in die Luft gezeichnet sind, fast als wären es Gedankenspuren oder kristallisierte Gesten, fähig, eine starke Emotion zu vermitteln und uns zugleich, durch die Verbindung besonderer Materialien, zur poetischen Dimension der Natur zurückzuführen.

Signs of steel in space,
light, dialogue with matter

Eduard Habicher's sculptures can be large-scale works in which steel plates — some painted in flame red — enter into dialogue with materials that are only apparently contrasting.

They float lightly in space, whether natural or architectural. They combine dynamically with stone or marble, charred wood, glass. In open defiance of the laws of physics, the sculptures seem to transform into signs traced in the air, almost as if they were traces of thought, or crystallised gestures, capable of conveying a powerful emotion while at the same time leading us, through the combination of particular materials, back to the poetic dimension of nature.

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Biografia Biografie Biography
Eduard Habicher

Eduard
Habicher

Nato a Malles (BZ) nel 1956. Vive e lavora a Rifiano-Riffian.

La sua ricerca si muove da decenni attorno alla tensione tra solidità e fragilità, caduta e salvezza — usando acciaio verniciato di rosso intenso, vetro, legno combusto e pietra o marmo raccolti nel greto dei torrenti.

Geboren 1956 in Mals (BZ). Lebt und arbeitet in Rifiano-Riffian.

Seine künstlerische Forschung bewegt sich seit Jahrzehnten um die Spannung zwischen Festigkeit und Zerbrechlichkeit, Fall und Rettung — mittels feuerrot lackiertem Stahl, Glas, verkohltem Holz und Stein oder Marmor, gesammelt im Bachbett der Wildbäche.

Born in Malles (BZ) in 1956. Lives and works in Rifiano-Riffian.

His artistic research has for decades moved around the tension between solidity and fragility, fall and salvation — using flame-red painted steel, glass, charred wood and stone or marble gathered from mountain riverbeds.

eduardhabicher@gmail.com
Esposizioni Ausstellungen Exhibitions

Mostre
personali
Einzelausstellungen Solo
exhibitions

Selezione 1982–2026 Auswahl 1982–2026 Selection 1982–2026
2026Memory in Motion, Museion Passage, Bolzano; Scultura Forte, Parco Museo Forte di Pietole, Mantova, cur. Marco Tonelli
2025Collezione Dolezal, nell'ambito di Vienna Contemporary Art Fair, Vienna (Austria)
2024Compresenze, cur. Saverio Verini, Museo Carandente, Spoleto
2022Il respiro della scultura, a cura di Gianluca Ranzi, ArteA Gallery, Milano
2019Galleria G7 e Palazzo Accursio, Piazza Maggiore, Bologna
2018Galleria Casciaro e Parco cittadino dei Cappuccini, Bolzano; Politecnico di Milano, dip. di Meccanica, "Fumo e acciaio su carta e altre sculture"; Forte Strino di Vermiglio, Trentino; Palazzo Ducale di Mantova, Piazza Castello, cur. Peter Assmann e Marco Tonelli, Mantova
2016Centro culturale Kugelmühle, Kiesingerhaus e varie piazze di Feldbach, Feldbach (Austria)
2015Galleria Melesi, "Will-kommen", Lecco
2013Galleria Goethe, "Gedanken-Fänger", Bolzano
2012Kunst Meran–Meranoarte, "Collage: Fumo e acciaio su cartone", con la proiezione del film di K. Prossliner "Gedanken in Stahl", Merano
2011Galleria G7, Bologna
2010Galleria Son, Berlin — große Arbeiten entlang der Spree; Piazza Cassa di Risparmio, Merano
2009Kunst Merano arte, "Drawing Space", kur. V. Dehò; Castel Tirolo, "The Rose in the Steel Dust"
2008Galleria Civica, Arco; Galleria Goethe, Bolzano
2007Galleria Studio G7, "In-editi", Bologna
2006Pieve di San Zeno, "Meccaniche della meraviglia", Lonato (BS)
2005Galleria Niccoli, "Una scultura-uno spazio", Parma
2003Castel Pergine, "Idee nello spazio"; Galleria Atrium, Lecce
2001Galleria Studio G7, Bologna
2000Galleria Goethe, Bolzano; Spazio Scultura, Artefiera Bologna
1998Pinacoteca Civica, S. Maria delle Croci, Ravenna
1995Galleria Goethe, Bolzano; Galleria Studio G7, Bologna
1993Galleria Civica d'Arte Contemporanea, Trento (kur. D. Eccher); Galleria Civica d'Arte Moderna, Arezzo
1991Museo d'Arte Moderna, Bolzano; Studio G7, Bologna; Galleria Milano
1989Tiroler Landesmuseum Ferdinandeum, Innsbruck
1982Galleria Centosei, Bari

Mostre
collettive
Gruppenausstellungen Group
exhibitions

Selezione 1983–2025 Auswahl 1983–2025 Selection 1983–2025
2025Gioielli d'artista, Museo delle Culture del Mondo, Genova; "Mary's Dream", Museo Mamming, Merano
2024Florilegio, Galleria Civica di Montecatini Terme; "Fragments of Mediterraneans", Gallery Bogert, Knokke (Belgio)
2022Galleria Casciaro, "My Favorite Work", Bolzano; Museo Mamming, "Make It New", Merano
2021Museo Carandente, "Work in Progress", cur. Michele Drascek, Duccio K. Marignoli, Marco Tonelli, Spoleto
2020Forte di Fortezza, "Lockout", a cura di H. Schwazer, Fortezza; APE Parma Museo, "Attraverso le Avanguardie", Parma
2018Piazza della Fiera di Karlsruhe, Karlsruhe (Germania); N. Rusconi, Agrate Conturbia
2017MAMBO, "A modo mio", Bologna; Piazza della Fiera di Karlsruhe, Karlsruhe (Germania)
2016Palazzo Ducale di Gubbio (primo premio e acquisto), cur. G. Bonomi, B. Cora, E. Crispolti, Gubbio
2014Disegno di scultori, Merano; Galleria Goethe, "50 anni di attività", Bolzano
2013Galleria Buonanno, Trento; Galleria Goethe, "Gli artisti della galleria", Bolzano; Museo Civico di Merano, "Dialogo con l'arte contemporanea", Merano
2012Collettiva di Natale, Goethe 1
2011Fondazione Zappettini, "Astratta Uno", Chiavari; Castello Sigismondo, "Progetto scultura 2011", cur. B. Buscaroli, Rimini; Galleria Goethe, Bolzano; "Oswald in Art", Castel Vecchio di Siusi
2010Fundación Atchugarry, Maldonado, Uruguay — permanent installation; Galleria Buonanno, Trento; Galleria Goethe, Bolzano
2006MMM-Museo della Montagna, Bolzano — 3 permanent installations; Museo della Scultura Contemporanea, Matera
2005XIV Quadriennale, Roma; Museo Michetti, Francavilla al Mare
2002Galleria Milano, Milano
2000Castello di Vigevano, "Scultura italiana del dopoguerra", cur. F. Gualdoni
1999Accademia di Danimarca, Roma — Premio Internazionale di Scultura Costantino Nivola
1998IX Biennale Internazionale di Scultura, Carrara; New Art Centre, Salisbury (GB)
1997Musei Civici, "Innovazione nella scultura italiana 1980–1997", Reggio Emilia
1993Galleria Fioretto, "La scultura italiana dal 1950 al 1993", Padova
1992Landesgalerie Klagenfurt, "Plastik akut"; Galleria Romberg, "Grand Tour"
1991RHA Gallagher Gallery, "Espace", Dublin
1988Rotonda di Via Besana, "Geometrie dionisiache", Milano (cur. Lea Vergine)
1986PAC, "Nuovi argomenti", Milano; Forte di Belvedere, Firenze
1984Palazzo Vecchio, "Made in Florence"; Städtische Galerie Lienz, "Tendenzen 84"
Riflessioni critiche Kritische Reflexionen Critical reflections

L'idea che può essere
attribuita a Habicher

La realtà, tutta la realtà, è precaria. Precaria, pericolante, e votata all'estinzione. Un insieme di oggetti e di soggetti sul punto di cadere nell'abisso, di essere annichiliti. Tutta la realtà è in procinto di farsi risucchiare da una sorta di gravità universale che trascina ogni cosa verso un punto senza ritorno.

Esiste tuttavia, per qualsiasi ente fisico o biologico, un principio di salvezza, altrettanto universale. Esso permette agli esseri di evitare, sia pure temporaneamente, il precipizio. L'artista è in grado di cogliere tale benevolo principio, sotto forma di evento dal quale ciò che sarebbe destinato a precipitare viene salvato. Dà una forza — in genere debole e lieve — sufficiente tuttavia a compiere il miracolo.

Il sasso in caduta sul pendio della montagna simboleggia in modo palmare questa contraddizione. Rotola, rotola, ma ecco che una protuberanza, un'asperità, una radice, un albero o altro, lo trattiene, proprio sull'orlo del burrone. Noi lo vediamo in bilico, e pensiamo: alla minima scossa riprenderà la corsa verso il basso.

Chi si avvicina all'arte di Habicher lo fa per riflettere sull'uomo di oggi, con le sue paure, ma anche con la capacità di escogitare stratagemmi per mezzo dei quali può evitare la rovina. L'uso di materiali come il vetro, il legno, la pietra tenuti insieme dall'acciaio, rende possibile all'artista di figurare, nello stesso tempo, la solidità e la fragilità, la caduta e la salvezza, la disperazione e la capacità di reagire.

Gian Paolo Prandstraller — Padova, gennaio 2003

Die Idee, die Habicher
zugeschrieben werden kann

Die Wirklichkeit, die gesamte Wirklichkeit, ist prekär. Prekär, schwankend und dem Untergang geweiht. Eine Ansammlung von Objekten und Subjekten, die am Rande des Abgrunds stehen, dem Nichts geweiht. Die gesamte Wirklichkeit ist dabei, von einer Art universeller Schwerkraft aufgesaugt zu werden, die alles in einen Punkt ohne Wiederkehr zieht.

Es gibt jedoch für jedes physische oder biologische Wesen ein gleichermaßen universelles Prinzip der Rettung. Es ermöglicht den Wesen, zumindest vorübergehend dem Abgrund zu entgehen. Der Künstler ist in der Lage, dieses wohlwollende Prinzip zu erkennen, in Form eines Ereignisses, durch das das, was zum Sturz bestimmt war, gerettet wird. Er gibt eine Kraft — in der Regel schwach und leicht — die jedoch ausreicht, das Wunder zu vollbringen.

Der Stein, der den Berghang hinunterrollt, symbolisiert auf eindringliche Weise diesen Widerspruch. Er rollt und rollt, doch dann hält ihn ein Vorsprung, eine Unebenheit, eine Wurzel, ein Baum oder etwas anderes genau am Rand des Abgrunds zurück. Wir sehen ihn im Gleichgewicht und denken: Bei der kleinsten Erschütterung wird er wieder nach unten rollen.

Wer sich Habicher's Kunst annähert, tut es, um über den Menschen von heute nachzudenken — mit seinen Ängsten, aber auch mit der Fähigkeit, Strategien zu entwickeln, mit denen er den Ruin vermeiden kann. Die Verwendung von Materialien wie Glas, Holz und Stein, zusammengehalten durch Stahl, ermöglicht es dem Künstler, gleichzeitig Festigkeit und Zerbrechlichkeit, Fall und Rettung, Verzweiflung und Reaktionsfähigkeit darzustellen.

Gian Paolo Prandstraller — Padua, Januar 2003

The idea that can be
attributed to Habicher

Reality — all of reality — is precarious. Precarious, tottering, and doomed to extinction. A collection of objects and subjects on the verge of falling into the abyss, of being annihilated. All of reality is on the point of being sucked in by a kind of universal gravity that drags everything towards a point of no return.

There exists, however, for any physical or biological entity, an equally universal principle of salvation. It allows beings to avoid, if only temporarily, the precipice. The artist is able to grasp this benevolent principle, in the form of an event from which that which was destined to fall is saved. He provides a force — generally weak and light — yet sufficient to perform the miracle.

The stone falling down the mountain slope symbolises this contradiction in the most obvious way. It rolls and rolls, but then a protrusion, a roughness, a root, a tree or something else holds it back, right on the edge of the ravine. We see it in balance and think: at the slightest jolt it will resume its descent.

Those who approach Habicher's art do so to reflect on today's human being — with their fears, but also with the ability to devise stratagems by which they can avoid ruin. The use of materials such as glass, wood, and stone held together by steel allows the artist to represent, simultaneously, solidity and fragility, fall and salvation, despair and the capacity to react.

Gian Paolo Prandstraller — Padua, January 2003